Bonus ristrutturazione 2027: cosa cambia e perché conta pagare entro il 31 dicembre 2026
Dal 1° gennaio 2027, salvo proroga nella Legge di Bilancio, la detrazione per ristrutturare la prima casa scende dal 50% al 36%, e dal 36% al 30% sulle altre abitazioni. Conta la data del bonifico, non la fine dei lavori: ecco cosa cambia, quanto si perde in euro aspettando, quando box doccia e piatto doccia rientrano nel bonus e cosa fare entro il 31 dicembre 2026.
Aggiornato ad Ottobre 2026.
Se stai pensando di rifare il bagno, quest'autunno c'è una data che pesa più del preventivo: il 31 dicembre 2026. Dal giorno dopo, se il Parlamento non cambia le regole, la detrazione per chi ristruttura la prima casa scende dal 50% al 36%. Su un bagno da 15.000 euro vuol dire 2.100 euro in meno restituiti dal Fisco. Non è una previsione: è quello che dice oggi la legge.
Stato al 6 ottobre 2026: la Legge di Bilancio 2027 non è ancora stata approvata. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 2 ottobre il Documento programmatico di finanza pubblica, cioè la cornice dei conti. Il disegno di legge di bilancio deve arrivare in Parlamento entro il 20 ottobre e l'approvazione definitiva è attesa entro il 31 dicembre. Sui giornali circola l'ipotesi di confermare il 50% sulla prima casa anche nel 2027, ma finché non c'è un testo approvato è solo un'ipotesi. Le aliquote che trovi qui sotto sono quelle scritte nella legge in vigore oggi. Aggiorneremo questa pagina appena la manovra sarà definitiva.
In breve: il bonus ristrutturazione 2027 in quattro punti
- Prima casa: la detrazione passa dal 50% (spese pagate nel 2026) al 36% (spese pagate nel 2027), salvo proroga.
- Altre abitazioni: dal 36% al 30%.
- Tetto di spesa: resta 96.000 euro per unità immobiliare anche nel 2027. Dal 2028 scende a 48.000 euro, con aliquota unica al 30%.
- Cosa conta: la data del bonifico, non la data di fine lavori. Le spese pagate entro il 31 dicembre 2026 restano al 50% anche se il cantiere finisce nel 2027.
Indice
- Le aliquote previste dalla legge in vigore
- Perché conta la data del bonifico
- Quanto perdi aspettando: tre esempi in euro
- Chi ha diritto al 36% e chi si ferma al 30%
- Box doccia e piatto doccia: quando rientrano
- Come pagare per non perdere la detrazione
- Quando non ha senso correre entro dicembre
- Checklist entro il 31 dicembre
- Domande frequenti
Bonus ristrutturazione 2027: le aliquote previste dalla legge in vigore
Il calendario delle aliquote non è nuovo. L'ha scritto la Legge di Bilancio 2025 (legge 207/2024), che ha previsto per il triennio 2025-2027 una detrazione più alta per chi lavora sulla propria abitazione principale. La Legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) ha poi prorogato di un anno le aliquote del 2025, e ha spostato al 2027 il primo taglio. L'Agenzia delle Entrate riporta lo schema completo nella guida "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali", edizione febbraio 2026.
| Spese pagate | Abitazione principale (proprietario o titolare di diritto reale) | Altri casi | Tetto di spesa per unità |
|---|---|---|---|
| 2025 e 2026 | 50% | 36% | 96.000 euro |
| 2027 (salvo proroga) | 36% | 30% | 96.000 euro |
| dal 2028 al 2033 | 30% | 30% | 48.000 euro |
| dal 2034 | 36% | 36% | 48.000 euro |
La detrazione si recupera sempre in dieci rate annuali di pari importo, nella dichiarazione dei redditi. Quindi il 2027 non porta solo un'aliquota più bassa: è anche l'ultimo anno con il tetto a 96.000 euro. Per chi ristruttura un bagno il tetto conta poco, perché raramente si arriva a quelle cifre. Conta molto di più la percentuale.
Perché conta la data del bonifico, non la fine dei lavori
Per le persone fisiche vale il criterio di cassa: la spesa si considera sostenuta nell'anno in cui paghi. L'Agenzia delle Entrate lo dice in modo esplicito: la detrazione spetta nel periodo in cui hai sostenuto la spesa, anche se il pagamento avviene prima dell'inizio dei lavori o dopo la loro fine. E il momento del pagamento è quello in cui dai l'ordine di bonifico alla banca, non quello in cui l'importo viene addebitato sul conto.
In pratica succede questo. Se a dicembre 2026 paghi un acconto all'impresa e i materiali al fornitore, quelle somme restano al 50% (o al 36% se non è la tua abitazione principale). Il saldo che paghi a marzo 2027, a fine cantiere, segue invece le aliquote del 2027. Nello stesso lavoro puoi avere due aliquote diverse, una per anno di pagamento.
Questo è il motivo per cui l'ultimo trimestre dell'anno è il momento giusto per scegliere il box doccia e il piatto doccia: se il progetto è definito, puoi pagare i materiali entro dicembre e fissare la parte più consistente della spesa all'aliquota piena. Puoi partire dal configuratore box doccia, inserendo le misure del tuo vano, e se il bagno è da rifare da zero conviene guardare insieme i piatti doccia, perché acquistando box e piatto insieme si applica in automatico uno sconto del 5%.
Quanto perdi aspettando il 2027: tre esempi in euro
Abbiamo fatto i conti su tre importi tipici di un bagno. Sono cifre al lordo di eventuali limiti personali (incapienza, tetto per redditi alti) e presuppongono che l'intervento sia agevolabile.
| Spesa totale | Prima casa, pagato nel 2026 (50%) | Prima casa, pagato nel 2027 (36%) | Differenza | Seconda casa: 36% contro 30% |
|---|---|---|---|---|
| 8.000 euro | 4.000 euro (400 l'anno) | 2.880 euro (288 l'anno) | 1.120 euro | 2.880 contro 2.400 euro (480 in meno) |
| 15.000 euro | 7.500 euro (750 l'anno) | 5.400 euro (540 l'anno) | 2.100 euro | 5.400 contro 4.500 euro (900 in meno) |
| 25.000 euro | 12.500 euro (1.250 l'anno) | 9.000 euro (900 l'anno) | 3.500 euro | 9.000 contro 7.500 euro (1.500 in meno) |
Se la Legge di Bilancio 2027 dovesse prorogare il 50%, pagare entro dicembre non ti avrà fatto perdere nulla. Se non lo proroga, aspettare ti costa la differenza in tabella. Per quanto costa davvero rifare un bagno, voce per voce, trovi i numeri nella guida su quanto costa rifare il bagno; se il tuo caso è togliere la vasca, c'è anche la guida alla trasformazione della vasca in doccia.
Chi ha diritto al 36% nel 2027 e chi si ferma al 30%
L'aliquota più alta non dipende solo dall'immobile, ma anche da chi paga. Servono due condizioni insieme:
- Titolo: devi essere proprietario, nudo proprietario o titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione) quando iniziano i lavori o quando paghi, se paghi prima.
- Uso: l'immobile deve essere la tua abitazione principale, cioè dove tu o i tuoi familiari abitate abitualmente.
Il familiare convivente, l'inquilino e il comodatario possono comunque detrarre, ma con l'aliquota più bassa: 36% sulle spese del 2026, 30% su quelle del 2027. Due chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate (circolare 8/E del 2025) sono utili per chi sta comprando casa o si sta trasferendo. Se l'immobile non è ancora abitazione principale quando partono i lavori, l'aliquota maggiore spetta lo stesso a patto che lo diventi alla fine dei lavori. E vale come abitazione principale anche la casa dove abita stabilmente un tuo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo).
Box doccia e piatto doccia: quando rientrano nel bonus ristrutturazione
Qui serve chiarezza, perché è la domanda che riceviamo più spesso. Sulle singole abitazioni la detrazione copre la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia. Non copre la manutenzione ordinaria.
Sostituire soltanto il box doccia, lasciando tutto il resto com'è, di norma è manutenzione ordinaria: niente detrazione, né nel 2026 né nel 2027. Il discorso cambia quando il box e il piatto fanno parte di un intervento più ampio, per esempio il rifacimento del bagno con modifiche all'impianto idraulico. L'Agenzia delle Entrate cita tra gli esempi di manutenzione straordinaria la realizzazione e l'integrazione dei servizi igienico-sanitari, e applica il principio per cui la categoria superiore "assorbe" i lavori minori necessari a completarla. In quel caso anche i materiali acquistati, box doccia compreso, entrano nella spesa detraibile.
Due dettagli che riguardano chi compra online:
- Puoi comprare i materiali prima dei lavori. La guida dell'Agenzia precisa che anche chi esegue i lavori in proprio può detrarre le spese per i materiali, e che l'acquisto può avvenire prima dell'inizio dei lavori.
- Serve il bonifico parlante anche per il fornitore. Su qavorelzin.shop puoi pagare con bonifico per detrazione fiscale: ti basta indicarlo al momento dell'ordine o scriverci prima di pagare, e ti mandiamo i dati corretti da inserire.
Per tutti i casi particolari (solo box, vasca sostituita, bagno di un inquilino) abbiamo scritto un articolo dedicato: box doccia detraibile, quando spetta il bonus e quando no. Se invece stai ancora scegliendo il modello, parti dalla guida su come scegliere il box doccia.
L'IVA, invece, segue regole sue e non dipende dalla detrazione: il box doccia può avere il 10% invece del 22% solo in certi casi, legati al tipo di lavori e a chi lo compra. Li abbiamo spiegati, con esempi di calcolo, nella guida all'IVA al 10% sul box doccia.
Come pagare per non perdere la detrazione
La detrazione si perde quasi sempre per errori di forma, non di sostanza. Le regole dell'Agenzia delle Entrate sono queste.
- Bonifico bancario o postale "parlante", anche online, con tre dati: la causale che richiama la detrazione per recupero del patrimonio edilizio, il codice fiscale di chi detrae, la partita IVA (o codice fiscale) di chi riceve il pagamento. Carta di credito, contrassegno e PayPal non valgono per la detrazione.
- Ritenuta dell'11%: la banca la applica sull'accredito all'impresa. Non la paghi tu, ma è il motivo per cui il bonifico deve essere quello dedicato.
- Più persone che pagano: nel bonifico vanno indicati i codici fiscali di tutti quelli che vogliono detrarre.
- Finanziamento: se paga una società finanziaria, l'anno che conta è quello del bonifico della finanziaria all'impresa. Tienilo presente se chiudi un finanziamento a fine dicembre.
- Documenti da conservare: ricevute dei bonifici, fatture, titolo edilizio se richiesto (CILA o altro) oppure dichiarazione sostitutiva con la data di inizio lavori.
- Comunicazione all'ASL: va inviata prima dei lavori solo quando la normativa sulla sicurezza nei cantieri la richiede.
Un limite in più riguarda chi ha un reddito complessivo sopra i 75.000 euro. Dal 2025 esiste un tetto annuo complessivo alle detrazioni (articolo 16-ter del TUIR), che tiene conto anche della rata annuale dei bonus edilizi. Se sei in questa fascia, prima di fare i conti chiedi al tuo commercialista quanto spazio ti resta.
Gli altri bonus casa che cambiano nel 2027
- Ecobonus e Sismabonus: seguono lo stesso schema del bonus ristrutturazione, 50% e 36% nel 2026, 36% e 30% nel 2027, salvo proroga.
- Bonus barriere architettoniche al 75%: è già finito. Vale solo per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025 e non è stato prorogato. Per un bagno accessibile oggi resta il bonus ristrutturazione ordinario: ne parliamo nell'articolo sul box doccia per disabili e anziani.
- Bonus mobili: la norma attuale copre le spese fino al 31 dicembre 2026. Per il 2027 servirebbe una proroga esplicita in manovra.
Quando non ha senso correre entro il 31 dicembre
La scadenza è reale, ma non è un buon motivo per fare scelte affrettate. Ci sono casi in cui anticipare non serve a niente.
- Cambi solo il box doccia. Se l'intervento è manutenzione ordinaria, la detrazione non c'è né quest'anno né il prossimo. Scegli con calma.
- Non hai abbastanza IRPEF da detrarre. La detrazione riduce l'imposta, non la rimborsa. Se in un anno l'imposta è più bassa della rata, la parte eccedente si perde. Vale per pensionati con redditi bassi e per chi è in regime forfettario senza altri redditi.
- Il progetto non è pronto. Un acconto pagato a un'impresa scelta in fretta, senza preventivo dettagliato, può costare molto più del 14% di differenza.
- La casa non è tua abitazione principale e non lo diventerà. La differenza tra 36% e 30% esiste, ma è più piccola: su 15.000 euro sono 900 euro in dieci anni.
Checklist: cosa fare entro il 31 dicembre 2026
- Verifica con un tecnico che il tuo intervento sia manutenzione straordinaria o superiore, non ordinaria.
- Fatti fare un preventivo scritto che separi manodopera e materiali.
- Prendi le misure del vano doccia e scegli box e piatto: il configuratore ti dice subito quali modelli entrano. Se ti serve una doccia aperta, guarda le pareti walk-in.
- Paga materiali e acconti con bonifico parlante, intestato a chi detrae.
- Conserva ricevute e fatture in un'unica cartella, anche digitale.
- Se abiti a Roma o provincia e non hai un installatore, chiedici del servizio di posa con i nostri partner: è un servizio a pagamento, separato dal prezzo dei prodotti.
Domande frequenti sul bonus ristrutturazione 2027
Quanto sarà il bonus ristrutturazione nel 2027?
Con la legge in vigore al 6 ottobre 2026, per le spese pagate nel 2027 la detrazione è del 36% se l'intervento riguarda l'abitazione principale ed è pagato dal proprietario o da chi ha un diritto reale sull'immobile, e del 30% negli altri casi. Il tetto di spesa resta 96.000 euro per unità immobiliare e la detrazione si divide in dieci rate annuali. Queste percentuali possono cambiare se la Legge di Bilancio 2027, attesa entro fine dicembre, prorogherà le aliquote del 2026.
La Legge di Bilancio 2027 è già stata approvata?
No. Al 6 ottobre 2026 il Governo ha approvato solo il Documento programmatico di finanza pubblica (2 ottobre). Il disegno di legge di bilancio deve essere presentato in Parlamento entro il 20 ottobre e approvato entro il 31 dicembre. La conferma del 50% per la prima casa è un'ipotesi di cui si parla, ma non esiste ancora un testo approvato. Aggiorneremo questo articolo quando la manovra sarà definitiva.
Se pago a dicembre 2026 e i lavori finiscono nel 2027, che aliquota ho?
Le spese pagate con bonifico entro il 31 dicembre 2026 seguono le aliquote del 2026: 50% sull'abitazione principale, 36% negli altri casi. Vale il criterio di cassa: conta la data in cui dai l'ordine di bonifico, anche se i lavori iniziano o finiscono in un anno diverso. Le somme pagate dal 1° gennaio 2027, per esempio il saldo a fine cantiere, seguono invece le aliquote del 2027, salvo proroga.
Il box doccia acquistato online rientra nel bonus ristrutturazione?
Sì, se fa parte di un intervento agevolabile, come una manutenzione straordinaria del bagno con lavori sull'impianto idraulico, ed è pagato con bonifico parlante. In quel caso la spesa per il box rientra nella detrazione come acquisto di materiali, anche se lo compri prima dell'inizio dei lavori. La sola sostituzione del box doccia, senza altri lavori, è invece manutenzione ordinaria e sulle singole abitazioni non dà diritto alla detrazione.
Chi ha diritto al 36% nel 2027 e chi al 30%?
Il 36% spetta a chi è proprietario, nudo proprietario o titolare di un diritto reale di godimento e fa i lavori sull'abitazione principale, propria o di un familiare che ci abita stabilmente. Inquilini, comodatari e familiari conviventi possono detrarre ma con l'aliquota più bassa, il 30% nel 2027. Se l'immobile diventa abitazione principale alla fine dei lavori, l'aliquota più alta spetta lo stesso.
Quando cambia il tetto di spesa del bonus ristrutturazione?
Il tetto resta 96.000 euro per unità immobiliare fino alle spese del 2027. Dal 2028 al 2033 scende a 48.000 euro, con un'aliquota unica del 30% per tutte le abitazioni. Dal 2034 l'aliquota torna al 36%, sempre con tetto di 48.000 euro.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, guida "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali", edizione febbraio 2026, disponibile nella sezione guide del portale dell'Agenzia delle Entrate.
- Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025), testo su Normattiva.
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), testo su Normattiva.
- Agenzia delle Entrate, circolare n. 8/E del 19 giugno 2025 (aliquote maggiorate e abitazione principale) e circolare n. 6/E del 29 maggio 2025 (limite alle detrazioni per redditi oltre 75.000 euro).
- Ministero dell'Economia e delle Finanze, Documento programmatico di finanza pubblica approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 ottobre 2026, sul sito del MEF.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere di un commercialista o di un tecnico abilitato, che resta necessario per valutare il singolo caso.
A cura del team qavorelzin.shop, da 13 anni online nella vendita di box doccia e arredo bagno. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.
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